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La mania di Pokémon GO è dilagata in tutto il mondo, anche tra le persone che non erano più appassionate ai Pokémon. Molti giocatori di tutte le età si recano in strada per catturare nuovi Pokémon, ma non prestando attenzione ai luoghi che li circondano rischiano di mettersi in pericolo.

E proprio della “GO mania” si sono interessati il TG1 e il TG5 con due servizi che vanno a far luce sulle meccaniche dell’app e sugli incidenti da essa provocati. Episodio di maggior rilevanza è quello di una ragazza che è stata investita da un’auto mentre era intenta a giocare a GO.

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C’è stata addirittura una donna che, cercando Pokémon, ha trovato un cadavere in un fiume! Alcuni luoghi come cimiteri e monumenti sacri prosperano di Palestre e Pokéstop, per questo si è deciso di vietare l’uso di Pokémon GO in luoghi come Auschwitz.

Ecco il servizio del TG1:

Mettendo a confronto i servizi possiamo permetterci di fare un plauso al TG5, che pur con qualche errore di pronuncia e titolo del servizio opinabile, è riuscito a spiegare per bene il funzionamento dell’app. Il TG1 si è soffermato maggiormente su casi di cronaca e ha citato i Pokémon come “vecchi mostriciattoli degli anni ’90 tornati in vita“, anche se Pokémon è un fenomeno da sempre attuale in tutto il mondo, come ben ricorda il TG mediaset citando i 260 milioni di copie vendute in 20 anni.

“Peggio” ancora Studio Aperto che ha fatto un buon servizio ma secondo cui l’uscita dell’app era prevista per oggi ma che è stata posticipata, e invece di buon auspicio, il lancio è avvenuto proprio da poco!

Insomma, ad ognuno il proprio settore, ma vi rinnoviamo anche noi l’invito a fare attenzione mentre giocate e a cosa succede attorno a voi mentre siete in movimento.

Ecco il servizio del TG5:
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Di Spixon

Spixon è il fondatore di Pokémon Times. Si appassiona al mondo Pokémon guardando alcuni episodi della serie animata in tv. La sua avventura con i videogiochi inizia con Pokémon Oro Heartgold e da allora non farà più a meno dei successivi capitoli. Torna a gestire Pokémon Times a marzo 2018 dopo un lungo periodo di riflessione lontano da Internet, pronto per raggiungere nuovi obiettivi con l'aiuto dello staff e degli affezionati utenti!

4 pensiero su “TG1 e TG5 parlano di Pokémon GO: giuste avvertenze e qualche imprecisione”
  1. Va notificato che la gente che pone disattenzione quando attraversa la strada o commette altre azioni “rischiose” per stare al cellulare esiste da prima di pokèmon go, però fanno comunque bene a fare un servizio di “prevenzione”. Tra i tre servizi, mi pare che quello del Tg1 sia stato il più scorretto, usando citazioni che fanno sembrare i pokèmon uno sclero di massa uscito solo da poco e resuscitato dal pre-2000, mentre StudioAperto pur sbagliando alcune cose è stato comunque meno imparziale (anche se non ho visto il servizio di StudioAperto). Plauso a quelli di Tg5 per aver fatto quasi tutto bene invece!

    (Sinceramente non capisco perchè certe volte normali e giustissimi servizi di informazione prevenzione debbano diventare degli attacchi ad un marchio -che si parli o meno di pokèmon- specie considerando che i tg dovrebbero essere il più possibile imparziali, in quanto tramite le informazioni chi guarda il servizio può farsi una sua opinione e invece è come se dovessero convincerti. Ma vabbè)

  2. Si, anche se è vero che questo gioco probabilmente ti spinge a “correre un po’ più rischi” visto che per cercare pokémon nuovi devi spostarti in giro un po’ dovunque nel mondo reale, altrettanto vero è che, mantenendo sempre il contatto con la realtà, non esagerando ed usando un po’ di buon senso, le situazioni pericolose si possono cmq evitare. E chi non usa questi accorgimenti esiste da molto più tempo che dall’uscita di Pokémon go. Cmq, i servizi ci possono stare come prevenzione e i Tg hanno fatto bene ad avvisare la popolazione…le imprecisioni forse con un po’ più di accuratezza si potevano evitare, ma, ancora più per il Tg1 con il fatto che hanno ridotto i Pokémon ad una sorta di vecchia moda rivitalizzata e tornata a far impazzire il pubblico mondiale, mi sembra che ad una informazione non precisissima ci fosse forse anche di mezzo una voglia non molto forte di essere precisi su questo tipo di argomento. Vabbe’, come avete detto voi, a ciascuno il suo campo… il loro fine era buono e spero che siano riusciti a raggiungerlo.

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