Pokémon Serie Sole e Luna: la squadra definitiva di Ash Ketchum

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Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  David Z 99 8 mesi, 1 settimana fa.

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    David Z 99
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    Circa nove mesi fa pubblicai qui sul forum il mio ultimo commento generale alla serie animata dei videogiochi Pokémon Sole e Pokémon Luna.
    Scrissi analisi approfondite in merito a storia, lotte, personaggi e stile artistico, in definitiva realizzando un elaborato davvero esaustivo; tuttavia, c’è ancora un dettaglio su cui, all’interno di questo sito, non ho ancora avuto modo di parlare: la squadra di Ash.
    Senza dubbio un gruppo di Pokémon che ha saputo dire la propria poiché non solo molto forte, ma soprattutto innovativo e ben bilanciato. Se è vero che precedenti generazioni hanno fatto la storia in termini di caratterizzazione dei mostriciattoli tascabili, quando guardiamo attentamente comprendiamo come ci siano stati sempre alcuni che hanno ricevuto più spazio sotto ai riflettori, che risultano decisamente più memorabili avendo avuto modo di mettersi alla prova in alcune delle battaglie migliori; ma SL ha spezzato anche questo trend: sebbene continuino ad esserci personaggi più importanti di altri (è logico che sia così), contemporaneamente tra 2 Starter, 1 Ultracreatura, 1 Misterioso, 1 Pokémon Evento e la nostra cara mascotte (stavolta in grado di accedere a una meccanica competitiva), l’anime trova tanti Pokémon con una grande rilevanza in – game, e quindi tanti componenti del gruppo a cui dare risalto (quasi) in egual modo.
    In seguito al ritorno ad Alola in Esplorazioni Pokémon, trasmesso domenica 13 Settembre, andrò a spiegare perché ogni membro ha il suo ruolo e la sua storia da raccontare sino alla Lega Pokémon, dando così vita alla squadra del protagonista meglio scritta e gestita in oltre due decadi. In origine avrei dovuto pubblicare questo approfondimento il mese scorso, ma a causa di vari impegni mi sono allontanato a lungo dal sito; trovo comunque giusto parlarne, poiché avrà una certa importanza nei prossimi giorni.

    1. Rowlet.AT (02)
    Rowlet rappresentò ai tempi una grande novità. Oltre a cadere nella categoria della macchietta comica, era infatti il primo caso di un Pokémon Uccello (un gufo, per la precisione) a non essere basato sul classico volatile regionale (trend che, in ottava generazione, è stato mantenuto dal Farfetch’d di Galar): a metà tra un buffo dormiglione e un lottatore abbastanza capace, la sua ricca personalità gli permise di risaltare rispetto ai predecessori, mentre la comicità e l’appetibilità verso bambini e casual lo resero uno “spiraglio di luce” all’interno della squadra.
    Dal suo debutto due furono le caratteristiche che saltarono all’occhio: innanzitutto, Rowlet era stato cresciuto da una famiglia di Pikipek e Toucannon, e quando decise di andare con Ash, fu Toucannon stesso a spingerlo per primo, quasi come se desiderasse che vivesse la sua vita in serenità; inoltre, egli possedeva uno stile di lotta particolarmente furtivo, che lo portava a nascondersi per mezzo delle foglie di Fogliame, cogliendo successivamente l’avversario di sorpresa.
    Dopo essere stato “in panchina” per diverso tempo, la storia venne ripresa con l’introduzione di Hau e del suo Dartrix, che sconfissero Rowlet spingendolo a tornare dalla sua famiglia e ad allenarsi; qui però avviene un evento interessante: ispirandosi a Toucannon e Trumbreak, che ingerivano sassi per spararli attraverso Semitraglia, Rowlet inghiottì una Pietrastante ed utilizzò invece Semebomba, mossa che tuttavia funzionò comunque e aiutò a battere Dartrix. L’apprendimento tanto insolito di Semebomba possiede un duplice significato: da un lato, è una metafora di come Rowlet sia diverso dagli uccelli classici, perché ha finito per ottenere un risultato differente pur compiendo il medesimo percorso dei volatili regionali di Alola; dall’altro, il messaggio che probabilmente emerge è quello di fare tesoro degli insegnamenti dei propri cari, ma in una maniera che possa riflettere chi siamo – infatti, Rowlet ha finito per imparare una mossa più consona a sé stesso, pur seguendo l’esempio altrui.
    E questo è il punto principale da affrontare nell’analisi del personaggio: l’intera storia di Rowlet simboleggia quella di un individuo che cresce intraprendendo la propria strada, pur affidandosi al sostegno dei famigliari.
    Giunto alla Lega Pokémon, egli chiamò il nido perché venisse a guardare la sfida contro il Decidueye di Hau, ottenendo sostegno morale durante la lotta della vita. Fu grazie a Danzadipiume se riuscì a prevalere sul suo rivale, ma esattamente come per Semitraglia accadde qualcosa di speciale: invece di sfruttare la nuova mossa per ridurre i danni degli attacchi, Rowlet creò un fantoccio di piume che disorientò l’avversario, librandosi contemporaneamente in aria.
    Tale utilizzo atipico avviene palesemente in linea con il suo stile furtivo che abbiamo accennato. Ancora una volta, cioè, il Pokémon Aliderba ha fatto suoi gli insegnamenti della propria famiglia, crescendo con il loro sostegno ma a modo suo.
    2. Melmetal.AT (03)
    Dopo aver parlato di Rowlet, è d’obbligo passare subito a Melmetal.
    Da Meltan, esso costituiva il classico mostriciattolo tascabile catturato “in ritardo” rispetto agli altri, ma proprio per questo motivo (oltre che la sua natura, in quanto primo Pokémon Misterioso posseduto dal protagonista) risulta essere memorabile; il rapporto di amicizia instaurato con il Pokémon Aliderba gli consentì infatti di venire costantemente approfondito, sino ad arrivare a uno sviluppo in piena regola nonostante il breve lasso di tempo: dal primo incontro con il trio Team Rocket, dove proprio per aiutare Rowlet Meltan dimostrò coraggio, passando alla Lotta in Doppio contro Morel, nella quale fu il primo ad aiutare il secondo imparando Baldeali, i due crescevano insieme e si sostenevano a vicenda come fratelli.
    Assistito alla lotta del suo migliore amico, Meltan chiamò a raccolta i propri simili per innescare l’evoluzione in Melmetal, con l’obbiettivo di combattere sul campo come lui: e sebbene inizialmente sconfitto dal Silvally di Iridio, diede prova di un’enorme forza ostacolata unicamente da movimenti impacciati; una volta allenato, poi, superò questa debolezza affrontando l’Empoleon di Kukui.
    Tra tutti i membri della squadra, Melmetal non ha molto da dire, ma comunque porta a compimento una storia chiara nella sua semplicità: un bambino che trova un posto dove stare, e cresce grazie al fratello maggiore.
    3. Naganadel.AT (04)
    Tipico Pokémon che è destinato a lasciare il gruppo per cause di forza maggiore, l’arco del personaggio di Naganadel era piuttosto unico.
    Da Poipole, raggiunse Alola allo scopo di trovare una nuova casa per la sua specie, ma ne trovò una per se stesso: dotato di una personalità infantilmente curiosa, prese subito in simpatia Pikachu apprezzando la luce emessa dalla sua elettricità; e il legame successivamente stretto con Ash e Pikachu fu forte al punto da dimenticarsi apparentemente della propria missione, apprezzando la compagnia della sua nuova famiglia adottiva.
    Successivamente, però, Poipole si sarebbe ricordato del proprio compito e avrebbe provato un fortissimo senso di nostalgia, sfociando in un conflitto interiore: rimanere nel mondo che amava, restando con il proprio Allenatore e gli altri a costo di non adempiere al proprio ruolo, o tornare a quello originario, un contrasto tra desideri e logica che colpì duramente i suoi sentimenti.
    E sebbene scelse di restare con i propri simili, poiché era giusto che tornasse alla propria casa, Ash e Pikachu rimasero comunque nel suo cuore. Lo sappiamo perché, non solo fece un gigantesco disegno dei due sul terreno di casa, rendendogli omaggio, ma anche per ciò che accadde quando tornò come Naganadel: sebbene sia un peccato non aver visto l’evoluzione dal vivo, o che l’apparizione del suo Ultravarco fosse avvenuta agli ultimi secondi, indubbiamente l’Ultracreatura dimostrò l’amore per Alola proteggendola da tre Guzzlord insieme ad Ash e Kukui, e persino usando una mossa Z nonostante non avesse mai combattuto prima (a riprova del suo legame con il mondo di Ash); inoltre, quella stessa mossa Z venne originata da Fulmine, che aveva appreso nel tempo come promemoria di Pikachu.
    Infine, Naganadel avrebbe partecipato al Match di Esibizione come sesto Pokémon del protagonista: esso riuscì a lottare al fianco della sua famiglia adottiva, divertendosi per un’ultima volta e mostrando eccellenti abilità che lo ponevano al livello degli altri; prima sconfisse il Lucario di Kukui, agendo in totale sintonia con Ash nonostante la mancanza di esperienza effettiva, dopodiché tenne per un po’ testa a Tapu Koko.
    Questa storia cattura perfettamente il concetto di Ultracreature come Pokémon indipendentemente dal loro mondo natale (il ché ha pure trovato il suo culmine durante l’Arco di Necrozma), affrontando anche il tema della famiglia e, in linea generale, offrendo un racconto semplicemente commovente.
    4. Lycanroc.AT (06)
    Lycanroc rientrava non in una, non in due, ma ben tre categorie: il Pokémon disobbediente, che deve essere domato dal proprio Allenatore; l’asso regionale dotato di una capacità misteriosa, un power-up da padroneggiare nel corso della storia; e colui che riceve un’intero arco narrativo (dotato di inizio, svolgimento e conclusione entro un modesto numero di episodi) allo scopo di sviluppare tale power-up.
    In pratica, riassumeva i due punti di forza di Infernape e Greninja – e il tema della rabbia, come molti hanno notato, fa pensare immediatamente al primo dei due.
    Catturato quand’era ancora un Rockruff, il Pokémon Lupo fu un personaggio tridimensionale a tutti gli effetti: dopo un’introduzione al suo desiderio di divenire più forte, sviluppò una rivalità con il Lycanroc Forma Notte di Iridio e sconfisse la Forma Giorno di Alyxia sull’isola di Akala; detto ciò, però, dovette affrontare pure le difficoltà nel trattenere gli istinti, nonché imparare a covivere con il summenzionato power-up, la Modalità Occhi Rossi: come ho già spiegato nel Talk dedicato alla lotta tra Ash e Iridio, la sua vicenda può essere letta come la storia di un individuo speciale, diverso dagli altri e che impara ad accettare sé stesso fino a trasformare i propri difetti in forza – traendo potere dalla Modalità Occhi Rossi.
    Imparare Contrattacco, mossa che sottolinea il collegamento con la Forma Notte, e sconfiggere quest’ultima sul terreno della prima Lega Pokémon di Alola, sono stati momenti di grande significato per il suo personaggio. Inoltre, non ho avuto modo di dirlo all’interno del Talk, ma mi sono ricordato solo un mese e mezzo fa che Rockruff è il Pokémon più iconico di Alola, e rappresenta le tematiche di affetto e armonia della regione: vedere le sue evoluzioni in mano ad Allenatori che hanno fatto la storia di Alola, ma soprattutto che si sono battuti per il titolo di Campione, denota una certa attenzione ai dettagli.
    5. Incineroar.AT (05)
    Arriviamo a quello che considero essere il migliore. Come tutti i Pokémon Iniziali di tipo Fuoco (Charizard, Infernape, Pignite), Incineroar si caratterizza per una triste backstory e per il desiderio di diventare sempre più forte, ma la sua novità principale sta’ nella backstory stessa: questo Pokémon ha introdotto il concetto della morte, e le difficoltà a cui porta la separazione dai propri cari.
    Se Lycanroc segue il trend iniziato con Greninja, ricevendo un intero arco narrativo a lui dedicato, Incineroar è invece stato scritto in modo simile ai precedenti Starter e a mostriciattoli tascabili quali Gliscor e Goodra, ricevendo più puntate gradualmente trasmesse sino al vero climax della serie; e a proposito, la sua storia trova conclusione qui perché perfettamente in linea con i temi peculiari di questa generazione: superato il decesso del suo mentore, Litten trovò una nuova famiglia, formò nuovi legami e andò avanti portando Stoutland nel suo cuore, come del resto abbiamo modo di vedere durante l’incontro nella nebbia di Tapu Fini; intanto instaurò pure una rivalità con l’Incineroar di Kukui, divenendo competitivo e intenzionato a superare sé stesso: da un gatto di strada, distante caratterialmente e che si affidava unicamente a un famigliare, Litten (successivamente Torracat) si aprì a più persone e Pokémon, ricevendo sostegno e scoprendo la possibilità di migliorarsi in un nuovo avversario.
    Un lungo cammino che ha portato a raggiungere un posto nel mondo, porsi un obbiettivo nella vita e crescere grazie alla condivisione delle sue esperienze con gli altri. Incineroar è senza dubbio un personaggio di enorme spessore.
    6. Pikachu.AT (01)
    Unico membro a non rientrare in una specifica categoria, il tratto distintivo di Pikachu in SL è l’aver finalmente ricevuto un percorso concreto tra sviluppo e progressione del suo personaggio.
    A seguito della Serie Originale (in particolare, i tempi di Rosso/Blu/Giallo più che quelli di Oro e Argento) il Pokémon Topo, pur non perdendo il proprio carisma, ha ricevuto poco focus come personaggio allo scopo di far risaltare i membri della generazione corrente (scelta, ovviamente, per nulla discutibile ma della quale il pubblico veterano si è spesso stancato); la ventesima stagione è apparsa quindi come una graditissima celebrazione: dalle interazioni con Ash, oltre che personaggi e Pokémon in generale, a determinate puntate e persino certe lotte, Pikachu ridefinisce le caratteristiche maggiori di sé stesso quali coraggio, gentilezza, intelligenza e – primo fra tutti – il rapporto che lo lega al proprio Allenatore, risultando una creatura tascabile a tutto tondo molto più rispetto a passate incarnazioni del brand.
    Citerei, in particolare, la battaglia contro il Golisopod di Guzman e l’incontro con Einar e Zeraora: nei confronti di Guzman, rappresentante quel che Ash diverrebbe in futuro qualora fosse privo della determinazione e della fiducia nei mostriciattoli che lo contraddistinguono, sconfiggere il Pokémon Blindato significa riaffermare i valori in cui Pikachu e il suo Allenatore hanno sempre creduto; d’altra parte, quel che Ash e Pikachu stringono nell’Ultragglomerato è la collaborazione, per un bene più grande, assieme ai loro equivalenti: individui di un mondo diverso, nonché più maturi, ma uguali nel profondo e assieme ai quali si riuscirà a risolvere una catastrofe durata fin troppo.
    Nel corso di SL, come sappiamo, il viaggio dei due protagonisti ad Alola è segnato dalla figura di Tapu Koko. La progressione di Ash come Allenatore e quella di Pikachu come lottatore confluiscono l’una nell’altra, grazie al padroneggiamento di differenti mosse Z per sviluppare il potenziale della creatura tascabile; quando poi è il momento di sfidare la divintà di Mele Mele un’ultima volta, la loro sintonia e l’amore coltivato per Alola si trasformano nel famosissimo Iperfulmine: un potere immenso, che celebra perfettamente il loro legame alla base della serie e che consente loro di raggiungere il più grande traguardo in assoluto.

    La squadra di Alola può essere definita con l’iconica frase “It All Comes Together”, utilizzata nel 2016 a un passo dall’approdo dei giochi di settima generazione su Nintendo 3DS: da dove siamo partiti (categorie specifiche per ogni membro), a che punto siamo arrivati nel frattempo (mostriciattoli tascabili con capacità uniche da sviluppare lungo la storia), come possiamo migliorare (l’attribuzione a Pikachu di uno sviluppo come personaggio).

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