Pikachu è in realtà ispirato ad uno scoiattolo e aveva due evoluzioni: Raichu e Gorochu!

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Pikachu, il Pokémon Topo che tutti noi amiamo da numerosi anni e di cui crediamo di conoscere tutto, ci nasconde invece tante curiosità e importanti retroscena, che sono state svelate oggi dal quotidiano giapponese “The Yomiuri Shinbun“. Scopriamo quindi assieme di cosa trattano queste rivelazioni ultraventennali che ci spiegano il processo di Pikachu, di come fosse in realtà basato su uno scoiattolo e non un topo, e i dettagli dell’evoluzione di Raichu mai rilasciata!

Quando gli sviluppatori di Pokémon Rosso e Verde stavano progettando i primi Pokémon, erano pronte diverse creature dal design rude e vicino a dinosauri (vediamo ad esempio Rhydon o Lapras), ma non passò molto prima che arrivarono alla conclusione che era necessario introdurre esemplari dall’aspetto più carino. Al tempo, un team di tre persone esclusivamente maschile si occupava del design dei Pokémon, e fu proprio in questo contesto che Atsuko Nishida, già interna a Game Freak e che aveva lavorato assieme a Ken Sugimori e Motofumi Fujiwara al comparto artistico di Pulseman, venne chiamata per fare il design di un Pokémon che si sarebbe poi rivelato essere Pikachu.

Le direttive erano semplici: bisognava creare un Pokémon carino, che fosse di tipo Elettro e con due evoluzioni a suo seguito… Sì, avete letto bene, due evoluzioni! A quanto pare la linea evolutiva doveva essere composta da Pikachu, Raichu e un Pokémon non rilasciato di nome “Gorochu” (ゴロチュウ in katakana), che venne però infine scartato per rendere il cast più eterogeneo. Tutto ciò che sappiamo sul design di Gorochu è che possedesse due corna e dei canini sporgenti.

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Questa non è nemmeno l’unica sorprendente notizia, cari lettori, dato che è stata pure spiegata chiaramente l’origine del nome di Pikachu: Nishida scelse come sappiamo “Pika” perché si trattava di un Pokémon di tipo Elettro, mentre “chu” che credevamo tutti provenisse dall’onomatopea giapponese dello squittio del topo (anche perché ora sappiamo che doveva essere basato ad uno scoiattolo!), fu invece scelto come vezzeggiativo per enfatizzare la graziosità del Pokémon. La stessa Nishida al giorno d’oggi, non ha chiare idee dello specifico motivo di tale scelta.
La disegnatrice racconta inoltre che il primo design era irriconoscibile dal Pikachu che oggi conosciamo: era simile ad un daifuku, un dolce ripieno giapponese dalla forma tonda, ma con delle orecchie interamente nere. Tuttavia questo primo design non convinse abbastanza, così fu cancellato e non è più reperibile al giorno d’oggi. Nel provare a fare qualcosa di ancora più tenero, decise di ispirarsi ad animale che desiderava molto tenere a casa, uno scoiattolo, e da qua nacquero pure le guance rosse di Pikachu, dove conserva elettricità allo stesso modo di come gli scoiattoli conservano il cibo nelle loro guance.

Questo design invece piacque molto, venendo infine illustrato da Sugimori, che lo colorò di giallo per definire la sua appartenenza al tipo Elettro e aggiunse due strisce marroni sulla sua schiena, questo per date dettagli per i giocatori, che lo avrebbero spesso visto di spalle durante le battaglie. Infine, per via del nome scelto, venne comunemente deciso di classificarlo come Pokémon Topo.
Successivamente, sempre per il bisogno di creare Pokémon dall’aspetto carino, Sugimori creò Clefairy, che però non ottenne lo stesso successo di Pikachu né all’interno di Game Freak che successivamente dal grande pubblico, infatti Pikachu era così amato da Kouji Nishino che decise di renderlo un Pokémon difficile da ottenere, quasi come per appropriarsene, ma proprio questa rarità (come accadde successivamente per Mew) finì per accrescere la popolarità di Pikachu, che divenne un Pokémon desiderato da tutti!

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Immagine tratta dal quotidiano, su gentile concessione di The Yomiuri Shinbun

Pur essendo un punto cardine della serie, questa è la prima volta che vengono rivelati i dettagli sulla creazione di Pikachu, ed è sicuramente di nota, infatti The Pokémon Company provvederà a divulgare queste informazioni tramite i canali ufficiali verso la fine di maggio, Atsuko Nishida invece chiude la sua testimonianza sperando che i fan adesso si sentano più vicini a Pikachu, sapendo i dettagli sulla sua creazione, e sicuramente vi auguriamo lo stesso anche noi… o forse questi dettagli vi hanno al contrario, lasciato di stucco? Fatecelo sapere con un commento qui sotto!

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