Pocket Monsters, analizziamo la nuova serie: disegni, animazione, trailer e personaggi!

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La settimana scorsa è stato finalmente trasmesso il primo trailer della serie animata Pocket Monsters, grazie al quale abbiamo potuto dare uno sguardo alle animazioni, ai vari personaggi e a varie scene tratte dai primi episodi dell’anime. Ma non si tratta dell’unica fonte di informazioni che possediamo: nei giorni successivi, infatti, in rete sono giunte diverse immagini promozionali, poster, anticipazioni e titoli delle puntate che vanno dalla prima alla nona, e persino un filmato di venti secondi, tutto dedicato a Go, trasmesso questo venerdì durante il programma di Oha Suta.

Come per il primo teaser, anche stavolta ci occupiamo di tutti i recenti contenuti sopracitati con un nuovo Pokémon Talk, e contiamo di estrapolare quante più informazioni riguardo a lato tecnico, personaggi e trama, per quella che intende essere l’analisi definitiva; non prenderemo nel dettaglio le anticipazioni degli episodi perché potrebbero fornire spoiler indesiderati, ma ne tratteremo comunque una parte sufficiente, e alla fine guarderemo indietro a quanto possediamo finora per un’ultima grande speculazione.

Come saranno le animazioni?

Partiamo subito con l’analizzare il nuovo trailer e, analogamente al discorso che facemmo nel precedente talk, iniziamo anche oggi dando uno sguardo al lato tecnico della nuova serie.
Ai tempi sostenemmo che il character design sembrava essere lo stesso visto in Sole e Luna, ma con un tratto più definito e maggiormente ricco di dettagli come in XY, e per questo ipotizzammo che le animazioni sarebbero potute essere simili a entrambe le serie. Per come sono andate le cose, però, sembra che esse saranno paragonabili solo a quelle viste in SL.
La ragione per cui ci era sembrato vi fossero le possibilità di una grafica come quella adottata in sesta generazione, infatti, stava nell’impressione che il design di Ash e Go fosse stato realizzato in digitale, il ché avrebbe consentito il ritorno di una telecamera 3D che spaziava per l’ambiente circostante fuori e durante le lotte (come per l’appunto è accaduto con la serie XY/XYZ); ma nel filmato è possibile notare come, per quanto meglio definiti rispetto alle ambientazioni di Alola, gli sfondi rimangono ancora disegnati a mano e non per mezzo di una grafica computerizzata.
L’esempio più evidente potrebbero essere le varie scene in cui ci viene mostrata la vegetazione della foresta: se infatti mettiamo a confronto quegli alberi e quei cespugli con alberi e cespugli mostrati nelle puntate ambientate a Kalos, possiamo notare che l’apparenza è simile, ma non identica, segno di un differente stile grafico tra le due serie.

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E lasciando stare gli sfondi, a circa quaranta secondi dall’inizio del trailer notiamo un Nidoking intento a sferrare una mossa di tipo Terra colpendo il terreno sottostante con il proprio pugno; qualora si fermi il filmato nell’istante corretto, un frame ci mostra la zampa del Pokémon realizzata a matita, mettendo in chiaro come “Pocket Monsters” sfrutti prevalentemente il disegno tradizionale anziché quello digitale – se infatti l’anime fosse realizzato in digitale, un tale dettaglio non esisterebbe.

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Chiuso il discorso riguardo alle “mancate” animazioni in digitale, ci sono pure altre cose da sottolineare in merito al lato tecnico della serie e che mostrano una maggiore familiarità con Sun&Moon.
Tanto per cominciare, uno dei pregi maggiormente riconosciuto dalla community per quanto concerne le animazioni di settima generazione sta nella capacità di esprimere le emozioni dei personaggi attraverso le espressioni facciali e gli occhi, oltre che una maggiore cura nei dettagli più minimali come i movimenti delle labbra; durante il trailer sono stati mostrati alcuni frame (sebbene pochi) che si sposano perfettamente con tali caratteristiche: il sorriso di Go di fronte ai tre Pokémon iniziali di Kanto denota una certa cura nei sopracitati movimenti delle labbra, mentre scene quali il pianto di Pichu al chiaro di luna, gli sguardi estasiati dei due protagonisti sul dorso di Lugia e il riflesso dell’arcobaleno negli occhi di Go mostrano come ai personaggi venga conferita una grande espressività. Oseremmo dire che la situazione sembra essere persino migliorata rispetto a “Sole e Luna”, in quanto il tratto maggiormente definito consente ai disegni di apparire più dettagliati, e quindi determinate scene risultano meglio realizzate.

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E parlando di scene meglio realizzate, vi è infine una sequenza che non possiamo non citare: la lotta tra Pikachu e Scorbunny.
Chiaramente non possiamo ancora prevedere come le animazioni di “Pocket Monsters” si adatteranno agli scontri, tuttavia potrebbe esserci stato fornito un piccolo indizio: nell’istante in cui Scorbunny da’ un calcio a Pikachu sulla guancia, è possibile notare il movimento della stessa guancia a seguito dell’impatto causato dal calcio, prima che Pikachu venga respinto.
Un’altra peculiarità di SL, in merito alle animazioni, consiste nella naturalezza con cui vengono espressi i movimenti di capelli, labbra e pelliccia dei Pokémon, anche se curiosamente essa non era mai passata troppo all’occhio nel caso delle battaglie; fatte poche eccezzioni, mai era capitato che durante le lotte potessimo vedere una simile cura nei movimenti dei Pokémon coinvolti, e questo lascia supporre che con la serie raggiungeremo nuove vette di qualità – potrebbe però anche essere una coincidenza, ma lo scopriremo solo con l’inizio della serie.

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Insomma, sembrerebbe che il nuovo anime Pokémon voglia mantenere il character design adottato con “Sole e Luna”, che come sappiamo ha il vantaggio di possedere una certa maneggevolezza, ma al tempo stesso migliorarlo e passare quindi a una grafica più dettagliata, abbandonando quell’atmosfera leggera e quei disegni semplici che effettivamente hanno spinto molti appassionati ad abbandonare la serie.

I personaggi della serie: Go e Koharu

Rimanendo sul filo del trailer, e parentesi tecnica completata, passiamo ora ad esaminare il co-protagonista Go e la sua amica d’infanzia Koharu – nel caso del primo, però, ci rifaremo anche al filmato di Oha Suta menzionato all’inizio.
Iniziando da Go, sapevamo già per merito del teaser come egli fosse una persona calma e pacata, ma che al tempo stesso agisce come una vera testa calda in determinate situazioni; inoltre aspira a catturare Mew dopo averlo incontrato da bambino.

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Quanto possiamo vedere nel trailer non solo conferma tale descrizione, ma aggiunge dell’altro: il nuovo personaggio da’ l’idea di essere molto affine al nostro Ash, in particolare se si torna indietro nel tempo e si guarda al primissimo viaggio intrapreso dal protagonista. Go si dimostra infatti un ragazzo che ha ben chiaro il proprio obbiettivo fin dall’inizio, ossia catturare Mew, al punto da affermare di fronte al Professor Sakuragi che desidera proprio Mew come Pokémon iniziale; inoltre, la frase “Aspettami! Il futuro è nelle mie mani!” che egli pronuncia a pochi secondi dalla fine, indica una palese volontà di ferro e una grande determinazione.
Tuttavia, in tali parole è possibile notare anche un atteggiamento presuntuoso, o comunque quella mancanza di giudizio tipica di chi si trova alle prime armi e sottovaluta quel che ha davanti: anche questa è una caratteristica che Ash presentava agli albori della propria carriera, e potremmo anche supporre che Go sia sempre stato così.

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Ma nonostante quanto abbiamo detto, Go non è da intendere quale una “copia” di Ash e questo perché dimostra di possedere dei tratti unici: primo fra tutti, ovviamente, l’obbiettivo del suo viaggio, davvero diverso da quello del protagonista; e in secondo luogo, un piccolo dettaglio che è possibile dedurre dal filmato di Oha Suta, il quale dunque passa ora sotto la nostra analisi.

Trattasi di una scena che ritrae il personaggio da solo affacciato ad un balcone, con in mano un Rotomfonino e accanto alcuni libri, nell’atto di misurare dei dati (presumibilmente) relativi all’atmosfera e affermare che qualcosa è in procinto di arrivare dalle nuvole. Dato quel che sappiamo sulle prime due puntate (e di nuovo, senza fare troppi spoiler), è probabile che “l’entità” a cui il ragazzo si sta riferendo sia Lugia – che infatti viene pure visto nel trailer – e tale scena risulta interessante perché indica che non solo Go potrebbe sapere del Pokémon leggendario, ma che possiede addirittura conoscenze e mezzi per poterlo rintracciare: egli sta letteralmente cronometrando i secondi che precedono la discesa di Lugia dalle nuvole e i libri sopracitati con tutta probabilità sono testi scentifici in merito allo stesso Lugia – e perché no, magari in merito anche ad altri Pokémon.

Insomma, unendo l’interesse per Mew, i tentativi di catturarlo e questo inaspettato “lato scentifico”, sembra che l’anime voglia farci capire che Go non solo vuole completare il Pokédex, ma è anche in possesso di conoscenze profonde per riuscirci e quindi pur essendo un principiante sembra avere le abilità che gli occorrono; ciò lo pone in contrasto con Ash poiché quest’ultimo, a differenza di Go, quando cominciò il suo viaggio aveva, sì, un obbiettivo davanti, ma non aveva troppe conoscenze per realizzarlo – infatti commetteva numerosi errori.

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In conclusione il personaggio di Go sembra davvero interessante. L’idea di caratterizzarlo in maniera tanto simile e al tempo stesso diversa ad Ash, e dotarlo delle conoscenze ideali sin da subito, lascia pensare a interazioni accattivanti tra i due e alla presenza di un co-protagonista che saprà ritagliarsi il suo spazio, senza venire influenzato troppo dall’Allenatore di Biancavilla come in passato è successo ad altri protagonisti.

Parliamo ora di Koharu, la figlia del Professor Sakuragi.

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Ormai sappiamo per certo, grazie anche all’intervista di Animedia, che il concept della serie animata prevede la presenza di soli due protagonisti, Ash e Go, mentre sia il Professor Sakuragi che sua figlia saranno (con tutta probabilità) personaggi di supporto. Proprio per questo, però, è curioso notare come la ragazza abbia ricevuto un trattamento non solo molto diverso rispetto al padre, ma davvero unico se le si attribuisce un ruolo e una posizione differenti da quelli dei protagonisti: nel trailer, Koharu viene ritratta come studentessa di una scuola, sia da sola che assieme alle proprie amiche, e tale scuola colpisce anche abbastanza perché, sebbene essa non venga mostrata per niente (possiamo solo vedere Koharu affacciarsi a una finestra, e quindi ipotizzare che stia guardando il cortile di un’accademia), le circostanze lasciano intendere che si tratti di un’istituto diverso da una normale Scuola per Allenatori; anziché i tipici zaini da Allenatore, per esempio, il personaggio sembra portare una più realistica borsa, e soprattutto salta subito all’occhio il fatto che né lei, né le sue amiche, siano accompagnati dai propri Pokémon.

Per chi non se lo ricordasse, il teaser trailer dello scorso mese (oltre a introdurre la ragazza, suo padre e spiegare che Ash e Go avrebbero alloggiato al Laboratorio del Professore) ha specificato che Yamper non è un Pokémon di Koharu, bensì è un Pokémon del Laboratorio a cui la ragazzina sta simpatica; questo significa che la stessa non è un’Allenatrice, ma semplicemente una persona a cui piace interagire coi mostriciattoli tascabili mentre vive una vita non necessariamente legata a essi – sapete, un po’ come alcuni dei protagonisti del film “Pokémon: In ognuno di noi”. E a questo punto non risulta tanto improbabile che lei frequenti quotidianamente una normalissima accademia, mentre Yamper resta a casa sua.
Un’altro aspetto degno di nota è la frase “Sembra che si dedichi soltanto alla ricerca e all’osservazione dei Pokémon…”, con cui la ragazza (presumibilmente) si sta rivolgendo a suo padre, e che sembra lasciar intendere il suo disinteresse verso questi studi o una difficile relazione tra i due.

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Volendo fare un paragone con Kukui, altro personaggio di supporto che ha avuto un certo ruolo in SL, questi all’epoca era stato presentato senza nessuna descrizione o scena importante dedicatagli, mentre qui con Koharu è avvenuto l’esatto opposto; la serie non è ancora cominciata, eppure ella è già stata confermata essere un’amica d’infanzia di uno dei protagonisti (è persino presente in una foto del campo estivo assieme a Go, segno che verrà probabilmente introdotta assieme a quest’ultimo), sembra che non sia un’Allenatrice, pur avendo legami con un Pokémon, e frequenti un istituto accademico “a parte”, e infine viene lasciato supporre che sentimenti specifici intercorrano nel rapporto tra lei e suo padre.
Insomma, il potenziale di Koharu è decisamente elevato al momento, e questo potrebbe indicare che ella rappresenta una novità tra le Pokégirl principali. Se da Misty a Lylia si è sempre cercato di introdurre un’eroina principale in mezzo al cast dei protagonisti, Koharu potrebbe essere il primo personaggio a possedere una caratterizzazione di un certo livello, eppure venire relegato a una funzione di supporto.
E ora come ora, tale scelta ci sembra onestamente un’arma a doppio taglio: da un lato essa porta una ventata d’aria fresca, essendo che Pocket Monsters sarà quindi la prima saga ad avere protagonisti esclusivamente maschi; dall’altra, è possibile tuttavia che a Koharu non venga dedicato molto spazio all’interno dell’anime, rendendo un suo ipotetico sviluppo povero o comunque “debole” se paragonato ai casi dei suoi predecessori – e la cosa sarebbe alquanto deludente, in quanto abbiamo appena visto come Koharu possegga effettivamente un grande potenziale.
Per come stanno le cose, in conclusione, la nuova Pokégirl ha la possibilità di essere sia un personaggio ben scritto, con una storia accattivante tanto quanto Go, sia quel tipo di personaggio che, purtroppo, compie una buona partenza ma finisce nel dimenticatoio. Staremo a vedere come verrà gestita.

Qual è l’ “obiettivo” della serie Pocket Monsters e perché sarà ambientata in tutto il mondo?

E la risposta è la seguente: noi crediamo che il vero obbiettivo di Pocket Monsters possa essere quello di creare una storia che non si limita ad adattare solo il videogioco di turno, ma celebra in qualche modo l’intero brand di riferimento.

Per chi non lo sapesse, nel 2017 l’industria degli anime è giunta alla conclusione che oggigiorno le serie commerciali non devono più necessariamente limitarsi a promuovere solo una fonte originale, all’interno di un determinato brand, ma possono adattare contenuti più vari; ricontestualizzato nel caso dell’anime Pokémon, questo significa che la serie non deve trarre spunto unicamente dai videogiochi correnti come ha sempre fatto, ma può scegliere di legarsi a qualunque punto di riferimento: ecco perché pensiamo che Pocket Monsters abbia il potenziale per creare storie che esplorano vari concept e temi del mondo dei mostriciattoli tascabili, anche guardando alle generazioni passate, oltre che ampliare la promozione cross-media affiancando finalmente Pokémon Go / Pokémon Masters che spaziano in tutte le generazioni.

Le possibilità sono davvero infinite: un’avventura ambientata in tutte le regioni del mondo Pokémon; Kanto, la prima storica regione, contestualizzata quale punto di partenza; personaggi creati senza ispirarsi ai giochi, come non si vedeva da un paio di generazioni; la storia di Pikachu, mai raccontata finora; gli obbiettivi di Ash e Go, lottare e catturare Pokémon, che altro non sono se non le due faccie principali del brand; e il nome di Go, il quale potrebbe essere una citazione al compositore di GF Go Ichinose, esattamente come il nome originale di Ash, Satoshi, fu ai tempi un omaggio nei confronti di Satoshi Tajiri.

Dire soltanto che la nuova serie sia colma di citazioni e riferimenti è dire poco: sembra proprio che tutto sia stato pensato appositamente per andare in una certa direzione. Anche l’trailer non fa che fornire maggiori indizi riguardo a un’idea del genere, poiché pieno zeppo di citazioni al passato, azione e soprattutto momenti mostranti avventura e amicizia (che in quest’ultimo caso sapete essere da sempre il cuore dell’opera); e per certi versi è proprio così che sembra dover essere intrpretata la storia di Ash e Go, ossia come la grande avventura di due amici che, accompagnati dai propri Pokémon, girano alla scoperta del mondo. Ed è senza dubbio la chiave di lettura perfetta per riassumere ciò che è sempre stato questo brand.

Infine sappiamo, per mezzo delle più recenti anticipazioni, che Ash e Go diventeranno assistenti ricercatori del Professor Sakuragi e di conseguenza avranno come base fissa in cui tornare tra un viaggio e l’altro proprio la città di Aranciopoli. Al di là del fatto che questo conferma come la serie, pur abbracciando la tematica dell’esplorazione a 360°, non voglia del tutto abbandonare la formula “slice of life” sperimentata con Sole e Luna. L’idea di due Allenatori che ricevono il compito di svolgere ricerche sui Pokémon, viaggiando per conto di uno stimato studioso, ha qualcosa di familiare: ricorda abbastanza la vicenda di Rosso e Blu, due ragazzini che si spinsero all’avventura su richiesta del Professor Oak.

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In pratica, questo giro del mondo si tratterebbe di una scelta dettata dalla volontà di migliorare come anime, di seguire determinate strade che consentano di stare al passo coi tempi. Può essere visto secondo quest’ottica anche il film “Mewtwo Strikes Back: Evolution”, che in effetti (quasi a voler anticipare le intenzioni del nuovo anime) è il primo lungometraggio animato a non ricollegarsi in nessun modo a qualche titolo in uscita, preferendo invece come fonte d’ispirazione l’anime stesso e realizzando un remake in CGI del classico d’animazione nipponica – tendenza negli ultimi anni piuttosto popolare a dire il vero, se si considerano film come Lupin III o Doraemon.

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In alternativa c’è anche la possibilità di un maggiore “world building”, ossia di un ampio respiro sul mondo Pokémon in generale: piuttosto che focalizzarsi solo sulle lotte o le catture, il viaggio di Ash e Go darebbe l’opportunità di esplorare a fondo la lore dei mostriciattoli tascabili, di scoprire come gli abitanti di ogni regione vivono la propria vita a contatto con la cultura natìa e di affacciarsi a numerosi aspetti che rendono ogni parte del mondo unica rispetto alle altre, nonostante alla fine ciascuna località rientri all’interno di un unico grande insieme – ossia il mondo Pokémon.
Del resto, l’idea dei due protagonisti quali assistenti di un Professore Pokémon non sembra difficilmente ricollegabile a un’intenzione del genere; in ogni caso, la profondità narrativa che susciterebbe una simile scelta degli autori risulta più che palese.

In conclusione…

“Pocket Monsters” ha sicuramente il potenziale per diventare un’ottima serie. Le animazioni sembrano confermare l’intento di volersi mantenere fedeli a Sole e Luna, ma al tempo stesso abbandonare la leggerezza vista in settima generazione in favore di uno stile grafico più definito; le caratterizzazioni di Go, personaggio simile ad Ash ma con i propri tratti unici, e Koharu promettono molto bene; e l’idea di una serie ambientata in tutte le regioni, da Kanto a Galar, possiede il potenziale sia per celebrare in qualche modo diversi aspetti del nostro brand di riferimento, sia per puntare a un più ambizioso (e appassionante) progetto di world building.

Siamo giunti al termine di questo mega talk! Vi ringraziamo per aver letto fino alla fine e fateci sapere cosa pensate della nuova serie attraverso un commento.