Pokémon Talk: l’evoluzione di Ash Ketchum nel corso delle serie

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Dopo tanta attesa, presto arriverà anche in Italia la nuova serie animata Pokémon Esplorazioni, e per festeggiare, abbiamo preparato questo speciale dedicato ad Ash Ketchum / Satoshi, protagonista principale della serie animata Pokémon.

Da quando la sua avventura è cominciata il protagonista è andato incontro a numerosi cambiamenti, e sebbene all’interno del sito vi siano già diverse sezioni a lui dedicate, vogliamo cogliere l’opportunità per raccontare ulteriormente la sua evoluzione generale, spaziando per le avventure principali vissute in tutte le generazioni; e nel mentre, cercheremo pure di sfatare alcuni miti secondo cui, in determinate saghe, ci potremmo trovare di fronte differenti versioni del protagonista – quando in realtà ciò avviene solo tra l’anime televisivo e l’universo cinematografico di Scelgo Te!.

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Cercheremo di essere quanto più oggettivi possibile, tuttavia vi potrebbero essere paragrafi non del tutto condivisi: questo perché, nonostante lo sviluppo e l’esplorazione di un personaggio all’interno di un’opera di narrativa vi siano fattori che, oggettivamente, avvengono o non avvengono, il pubblico può sicuramente cogliere di più o di meno a seconda delle interpretazioni personali; dunque, qualora abbiate argomentazioni più o meno valide in merito alla crescita dell’Allenatore di Biancavilla, fornitecele pure nei commenti!
C’è infine da tener conto che il seguente elaborato comprende anche una sezione basata sulla serie di Pokémon Esplorazioni, ancora per poco inedita per gli schermi italiani. Se non avete ancora visto quest’ultimo anime poiché sostenitori del doppiaggio, leggete fino alla terzultima sezione e poi passate direttamente a quella conclusiva.
Terminata la premessa, prima di arrivare alle modifiche maggiormente drastiche che Ash ha subito negli ultimi dieci anni (graficamente e caratterialmente), cominciamo a narrare quest’epopea senza fine partendo proprio dal principio

Serie Originale: Kanto, Orange e Johto, da ragazzino a professionista

All’età di 10 anni, Ash Ketchum lasciò la città di Biancavilla e intraprese il proprio viaggio assieme al fedele Pikachu, con in testa l’obbiettivo di diventare un Maestro Pokémon. Sebbene inizialmente avesse cercato di catturare quante più creature possibili per coronare tale sogno, una volta scoperta l’esistenza della Lega Pokémon la sua strada si sarebbe incentrata prevalentemente sulle lotte.
Caratteristiche del personaggio visibili già all’epoca sono lealtà, generosità, coraggio, determinazione, imbranataggine (soprattutto in caso di concetti scentifici o questioni di cuore) e passione ardente durante le battaglie. Ma nel momento in cui partì per la propria avventura, era chiaro che aveva molto da imparare tanto come Allenatore quanto come persona: non sapeva acchiappare mostriciattoli propriamente; conosceva poche compatibilità di tipo, mosse e non sapeva ideare strategie; e nonostante fosse partito in ritardo rispetto ai suoi coetanei, sviluppando un complesso d’inferiorità nelle prime puntate, al tempo stesso era un bambino irresponsabile, infantilmente sfacciato e che, una volta ottenuta una o due vittorie, diventava arrogante e a tratti vanitoso.

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La Serie Originale è piena di momenti in cui lo vediamo fare i primi passi. Se per esempio ha sempre creduto nell’amicizia coi propri Pokémon, sono eventi quali l’addio di Butterfree e la Lotta in Palestra ad Aranciopoli a consentirgli di capire che tipo di Allenatore voglia diventare, ossia uno che ascolta sempre i sentimenti delle sue creature (sperimentando pure l’idea della separazione) e, nel secondo caso, che sfrutta i loro punti di forza in lotta: Pikachu che combatte Raichu attraverso la velocità rispecchia la mentalità adottata dal protagonista in future occasioni, quando egli evita di imporre l’evoluzione sostenendo l’importanza degli allenamenti e focalizzandosi sulle qualità principali dei propri mostriciattoli.

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Ma per quanto le cose migliorassero, purtroppo gran parte delle medaglie di Ash vennero ottenute da lui per “premiare” alcune sue qualità precedentemente menzionate e la dedizione ai Pokémon, quindi il protagonista giunse alla Lega dell’Altopiano Blu senza poi tanta esperienza effettiva: e infatti, se durante il torneo certe azioni dimostrano una qualche maturazione delle sue capacità, contemporaneamente gli avvisi di Misty e Brock e l’evoluzione di Krabby in Kingler rivelano come a guidare l’Allenatore siano perlopiù aiuti esterni o fortuna;

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Solo il match finale è il momento in cui Ash apre gli occhi di fronte all’evidenza, rendendosi conto che, se non fosse stato irresponsabile al punto da trascurare le preparazioni, il suo Charizard gli avrebbe obbedito.

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Fortunatamente alla Lega Pokémon segue il viaggio lungo l’Arcipelago Orange, un’esperienza di grandissimo aiuto per il protagonista: l’incontro con la Superquattro Lorelei gli insegna l’importanza della sintonia con i propri compagni, cosa che le prove poco ortodosse a cui viene sottoposto dai Capipalestra consentono di raggiungere; inoltre, egli riesce finalmente a legare col disobbediente Charizard portandolo dalla sua parte, e dettagli quali creare una pista di ghiaccio per attraversare l’acqua o sfruttare la conformazione del terreno in maniera da ridurre l’impatto delle mosse avversarie, sono i primi momenti in cui Ash inizia a sviluppare la propria creatività.

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Tutto ciò lo porta a vincere la sua prima Lotta Totale contro il Campione Drake, anche se, purtroppo, la sconfitta quattro episodi più tardi da parte del rivale Gary gli fa capire che deve ancora migliorare; per cui, con la maturità di chi conosce la vastità del mondo, decide di partire alla volta di Johto e affrontare nuove sfide per diventare più forte.
Giunto nella nuova regione, Ash si mostra molto più maturo rispetto a com’era a Kanto: sa accettare le sconfitte, non si vanta ossessivamente delle proprie vittorie e si dedica con costanza e responsabilità agli allenamenti.
È inoltre chiaro come le sue capacità non siano più tanto acerbe, e man mano che il viaggio prosegue impara sempre più: se come menzionato prima il protagonista vuole sempre ascoltare i propri mostriciattoli, è attraverso la dipartita di Charizard e (soprattutto) i sentimenti del suo Chikorita, specie con l’evoluzione in Bayleef, che apprende come comprenderli più nel profondo, tra orgoglio e desiderio di attenzione;

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e i necessari miglioramenti del suo Cyndaquil, piuttosto lento in battaglia, lo portano ad esercitarsi assieme a questi comprendendo le basi di un buon allenamento.

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Grazie ai progressi fatti, differentemente da Kanto ogni Capopalestra viene sconfitto legittimamente, e lotta dopo lotta quel potenziale che presso le Isole Orange stava appena muovendo i primi passi, ora sboccia completamente svelando strategie improvvisate, basate spesso sullo sfruttamento del campolotta oltre che delle mosse, ed intuizioni all’ultimo momento;

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La ricompensa finale per tutti questi sforzi consiste nella prima vera vittoria di Ash contro Gary, con cui all’inizio aveva battibecchi infantili ma, arrivato a Johto con la testa sulle spalle, ha dimostrato di rispettare e di voler sconfiggere per il puro desiderio di mettersi alla prova – ennesima dimostrazione della sua crescita.

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In definitiva, tra tre regioni consecutive (se si contano le Isole Orange come tali) vediamo una grande e costante crescita del personaggio: immaturo, irresponsabile e novellino all’inizio, più saggio e discretamente abile alla fine.

Advance Generation: Hoenn e Parco Lotta, maggiore umiltà

Arrivato presso la regione di Hoenn, Ash incontra un’Allenatrice di nome Vera, e siccome è già andato incontro ad errori e impacci, durante il viaggio l’aiuta costantemente;

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Inoltre, nelle battaglie dimostra di aver accumulato molta esperienza, al punto da superare gli svantaggi di tipo o ideare tattiche che fanno uso di fattori esterni, e con in testa l’obbiettivo di vincere la Lega cerca di rendere i propri Pokémon più forti insegnando direttamente certe mosse.

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Ma proprio perché viene dipinto come un Allenatore tanto abile, rispetto alla summenzionata Vera (nervosa e insicura poiché alle prime armi) il protagonista si rivela spesso presuntuoso e incauto. In numerose occasioni Ash finisce per montarsi la testa o sottovalutare le sfide, e sebbene spesso se la cavi comunque, in altre occasioni questa sua attitudine gli costa delle sconfitte, prima fra tutte quella contro il Capopalestra Rudi, dove credeva testardamente di poter vincere attaccando a viso aperto.

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A seguito di tale esperienza egli impara ad essere meno impulsivo e più concentrato, caratteristica che gli tornerà utile contro lo stesso Rudi e i successivi Capipalestra: la maggiore attenzione, unita all’esperienza, gli consente infatti di elaborare tattiche maggiormente complesse e in più momenti durante le lotte, superando a modo suo Abilità, tipi e mosse particolarmente ostiche, nonché utilizzando l’attacco come difesa (contromisura che diverrà una costante del personaggio); in pratica, se a Johto Ash sorprendeva quasi sempre all’ultimo, stavolta svela strategie diverse e ha intuizioni varie in più momenti, raggiungendo in definitiva un nuovo livello e cominciando ad affermare il proprio stile fondato su velocità, potenza e imprevedibilità.

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Successivamente egli si fa prendere la mano un’altra volta contro il Superquattro Drake, ma questa seconda sconfitta lo rende molto più umile di prima, come dimostrano la Lega di Hoenn e, una volta tornato a Kanto, il Parco Lotta: durante i Campionati di Iridopoli Ash non solo tira fuori tattiche personali ma, incontrati i rivali Morrison e Tyson, ne adatta da terze parti cavandosi d’impiccio in situazioni difficili;

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e per affrontare al meglio gli Assi del Parco, affronta le lotte con la massima accortezza e spesso inserisce varie aggiunte all’interno del team: tra i risultati maggiormente degni di nota, vi è sconfiggere creature leggendarie quali Articuno e Regice.

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AG si conclude con la sconfitta di Ash da parte di Gary ed Electivire, che riassume la principale lezione appresa dal protagonista in Terza Generazione: non importa quanto tu sia abile, ci sarà sempre qualcosa di nuovo da imparare grazie agli altri per poter migliorare.
E poiché desidera imparare di più sui Pokémon come Electivire, l’Allenatore di Biancavilla salpa per la regione di Sinnoh.

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Ma prima di passare alla Quarta Generazione, un’ultimo dettaglio. Durante l’ottava pellicola cinematografica, Pokémon: Lucario e il mistero di Mew, viene approfondita una nuova caratteristica del protagonista: egli è infatti un Guardiano dell’Aura, ossia un individuo capace di controllare il potere dell’Aura (descritta quale l’essenza di ogni creatura vivente) come dimostrato, proprio nel corso del film, assieme a un Lucario precedentemente apprendista del Guardiano Sir Aaron.

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La canonicità del film verrà confermata in seguito, tuttavia i poteri del personaggio non vengono mai sfruttati per creare una sottotrama apposita. O almeno questo è quello che succede per gran parte del tempo, ma vi sarà una situazione in cui le cose cambieranno – per cui, tenete a mente quest’ultima informazione.

Diamante e Perla: Sinnoh, ideali a confronto

In Diamante&Perla Ash risulta costantemente alla ricerca di nuove strategie e di metodi per migliorarsi, e poiché, differentemente da Hoenn, non si monta mai la testa, con più umiltà cerca di raggiungere tale scopo accettando consigli e ispirandosi agli altri.
Un esempio di ciò è l’amica Lucinda, la quale pur essendo un esordiente dimostra talento e si trova spesso in affinità col protagonista:

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È dalla ragazza di Duefoglie che egli adotta la strategia dell’Avvitamento, inizialmente usata per schivare ed in seguito sfruttata in maniera offensiva per imprimere una potenza d’attacco maggiore, consentire mosse improvvisate come il Gelo-Acquagetto di Buizel (guarda caso, un Pokémon appartenente proprio a Lucinda prima di Ash) e dar vita alla strategia unica del Controscudo, che unisce attacco e difesa.

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A parte Lucinda, però, a svolgere un ruolo gigantesco nella crescita di Ash a Sinnoh è il suo rivale Paul/Shinji.

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I due hanno la stessa esperienza, ma sono agli antipodi per quanto concerne metodi di allenamento e tattiche: Ash cerca sempre di instaurare un legame con le proprie creature e combatte senza necessariamente premeditare tutto, mentre Paul è calcolatore e pretende determinati risultati, e qualora i suoi Pokémon non siano in grado di soddisfarlo, non esita ad abbandonarli.
Queste profonde divergenze portano ad una forte antipatia tra i due, e per Ash tali sentimenti diventano ancora più forti a seguito dell’incontro con Camilla e soprattutto dopo la cattura di un Chimchar lasciato a sé stesso proprio dal rivale. Il fatto che la Campionessa dimostri di amare i Pokémon proprio quanto lui lo convince della correttezza dei propri ideali e perciò l’obbiettivo del protagonista, d’ora in poi, sarà sviluppare il potenziale di Chimchar a modo suo e dimostrare a Paul quanto egli sia nel torto.

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Ma sia Ash che Paul sbagliano a detestarsi, poiché, come prova a comunicare Camilla attraverso la frase “Quando una vita incontra un’altra vita, nasce qualcosa…”, proprio perché i due sono tanto diversi è giusto che imparino l’uno dall’altro; per quanto la tolleranza del primo venga messa costantemente alla prova, contemporaneamente protagonista e rivale arrivano a comprendersi gradualmente e a disprezzarsi di meno, come mostrano eventi quali l’evoluzione del Turtwig di Ash in Grotle e la sfida tra Paul e Mariano:

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Nel primo caso l’Allenatore di Biancavilla adotta un tipo specifico di strategia prendendo ispirazione dall’altro, nel secondo egli realizza che Paul agisce in un certo modo unicamente perché desidera trovare la propria strada, ammirandone coraggio e determinazione.
Momento decisivo è infine la Lotta Totale presso il Lago Arguzia. Qui il protagonista non vuole stabilire di aver ragione, ma farsi accettare pur riconoscendo a sua volta le abilità dell’avversario, il ché dimostra già un certo cambiamento nel rapporto tra i rivali. Ciononostante, la sorte non è dalla sua, in quanto Paul prevede ogni mossa e gli infligge una sconfitta 6-2, mentre lo spettatore, tanto quanto i personaggi coinvolti o presi ad assistere, realizza una volta per tutte le enormi differenze tra i due: da un lato, Ash vede questa sfida come la possibilità per il suo team di farsi valere, ma commette l’errore di essere frettoloso o affidarsi troppo ciecamente alla fiducia, il ché porta a scelte sbagliate; d’altra parte, Paul domina poiché sceglie ogni mostriciattolo secondo ruoli e tattiche specifiche.

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Tale evento lo porta inizialmente a dubitare di sé, ma dopo essersi riconciliato con i propri Pokémon si riprende e dichiara con convinzione che batterà il suo avversario: la rivalità presa troppo con antipatia si è tramutata nel rispetto più assoluto.
In conclusione, il percorso del protagonista non si basa solo sul migliorare sviluppando e adattando tattiche altrui (soprattutto con Buizel e Grotle), ma più nello specifico sul dimostrare che i propri ideali sono giusti, imparando nel contempo ad accettare quelli altrui per crescere in quanto persona: la presenza di Paul mette costantemente alla prova le sue convinzioni, eppure gli permetterà contemporaneamente di comprendere appieno la propria forza.
Alla Lega di Sinnoh Ash ripensa al cammino affrontato, realizzando di doversi affidare unicamente ai propri compagni in quanto è arrivato dove si trova grazie a essi; e la ricompensa per aver creduto in sé stesso fino alla fine, non importa quanto devastanti fossero i fallimenti, sta’ nel riuscire a sconfiggere Paul per mezzo di Infernape, da lui abbandonato poiché creduto debole e che adesso, grazie alle cure di Ash, è riuscito a spingersi oltre i propri limiti – proprio come il protagonista aveva sempre voluto.

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Ma sebbene siano i suoi mezzi a trionfare, come già menzionato, Ash ha precedentemente adottato lo stile di Paul per l’allenamento di Grotle, e durante questa lotta, pur volendo soddisfare ancora una volta i desideri della sua squadra, si lascia trasportare meno dalle emozioni e agisce più razionalmente tra tattiche e sostituzioni in momenti cruciali; nel mentre lo stesso Paul utilizza alcune tattiche di Ash e, al termine della lotta, si complimenta col proprio Pokémon anziché essere rude come sempre.
Alla fine, perciò, entrambi hanno saputo accettarsi e devono i propri progressi l’uno all’altro.

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Best Wishes: Unima… e il difficile allineamento con i giochi

Questa è una delle saghe maggiormente dibattute: a causa di varie controversie, molti pensano che quello cui ci troviamo di fronte adesso non sia lo stesso Ash che abbiamo seguito da OS a DP, quanto invece una sua versione alternativa e regredita.
È palese come non sia questo il caso, in quanto la primissima puntata mostra una serie di oggetti ottenuti dall’Allenatore a Sinnoh

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E successivamente vi sono vari personaggi che ritornano, flashback e persino una foto mostrante tutti i mostriciattoli del personaggio da Kanto a Unima.

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Tuttavia, guardando la serie è impossibile non notare inconsistenze ed errori nel personaggio: in un primo momento le abilità di Ash sono tali da impressionare il Capopalestra Spighetto, in un secondo momento egli viene sconfitto da Allenatori esordienti; e al di fuori delle battaglie, durante le interazioni con altri personaggi appare spesso infantile, cedendo a provocazioni e litigi inutili.

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Il protagonista non subisce una totale involuzione, ciononostante non sembra nemmeno seguire un percorso vero e proprio, e per quanto gli autori si siano sforzati siamo ben lontani dall’idea di una maturazione coerente con quanto tracciato finora: per esempio, a seguito della sconfitta a Zefiropoli viene detto che Ash debba imparare ad essere pronto a ogni situazione, ma dal momento che il protagonista lascia Sinnoh come un Allenatore dallo stile ben affermato, tale affermazione non trova troppa solidità e sembra più che i suoi Pokémon siano gli unici a crescere, allenandosi e imparando nuove mosse; e sebbene possa sembrare interessante vedere il protagonista scervellarsi in vista della lotta contro Camelia, solo per poi comprendere che si sta allontanando dall’ascoltare i sentimenti delle proprie creature, l’intera battaglia segue una narrazione troppo comica e danneggia la reputazione del personaggio tra dimenticanze e siparietti discutibili.

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Il discorso, in conclusione, è piuttosto semplice: dal momento che nei videogiochi la Quinta Generazione sarebbe dovuta essere una sorta di soft-reboot per il brand, BW sceglie di indirizzarsi prevalentemente verso le nuove generazioni di fan, semplicizzando a tratti il personaggio protagonista in modo che possa essere un punto di riferimento per il nuovo pubblico. Per una volta non ci si concentra sulla crescita di Ash quanto in passato, e sebbene sia anche vero che egli rotea spesso i membri all’interno del team per adattarsi meglio a ogni contesto, o che sperimenti l’utilizzo di Mosse di Stato (prevalentemente Attrazione) molto più spesso, alla fine l’Allenatore di Biancavilla si rivela una figura generalmente piatta, senza se e senza ma; se volessimo proprio trovare una chiave di lettura specifica, potremmo dire che questo anime vede il protagonista imparare delle piccole lezioni in questa o quell’altra situazione, contemporaneamente sviluppando strategie e aiutando i Pokémon a migliorarsi, tuttavia (come già accennato) non tutte le azioni compiute risultano solide e coerenti.

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L’ultima puntata vede Ash riflettere sul proprio sogno di diventare Maestro Pokémon e prendere il prossimo volo per Kalos, il ché ci porta a…

Serie XY: Kalos, puntare all’obbiettivo con più calma

In Pokémon XY, riprende per il protagonista una caratterizzazione e uno sviluppo più in linea con le prime quattro generazioni. Non solo Ash è estremamente abile e sicuro di sé durante le lotte, sempre in grado di ribaltare le carte in tavola e di usare ottime tattiche, ma pure al di fuori di esse si rivela una persona matura e composta: maggiormente paziente quando offre consigli ad Allenatori inesperti, come il rivale Sandro/Shota; umile abbastanza da accettare l’aiuto di tutti durante gli allenamenti; e che non litiga mai con nessuno per delle sciocchezze, dimostrandosi molto più calmo e controllato.

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Addirittura la sua attitudine ha spesso influenzato positivamente diversi personaggi tra Serena, Lem, il già menzionato Sandro e Alan, a riprova di una profonda caratterizzazione.

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Analogamente a Sinnoh il protagonista si trova dunque al suo picco fin dall’inizio, eppure qualcosa lo porterà a comprendere sé stesso e fare un passo avanti: a Kalos, infatti, ciò che ha imparato Ash prima di ogni cosa è di non puntare ossessivamente all’obbiettivo.
Questo perché egli è spesso talmente focalizzato sul raggiungere la meta da perdere di vista alcune cose, e solo con l’aiuto degli altri o dopo attente rifessioni capisce cosa sta sbagliando: per esempio affronta la Capopalestra Violetta convinto del vantaggio di tipo, quando questa lo sorprende manovrando il campolotta a proprio piacimento, e cerca disperatamente di battere Ornella tramite la danza ritmica di Tierno, nonostante sia palese come tale stile non gli si addica; solo gli incoraggiamenti e le lezioni di ballo da parte di Serena gli ricordano, rispettivamente, che non deve arrendersi e che possiede il proprio stile.

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Se comunque è vero che Ash riesce a vincere date le sue capacità, è interessante come la sua impulsività sembri quasi mettersi contro di lui, e tale difetto del personaggio viene poi affrontato più seriamente a partire dalla Lotta in Palestra a Temperopoli. Amur, infatti, gli insegna come osservando con calma si possa comprendere quel che non è visibile a una prima occhiata, lezione che servirà al protagonista non solo durante quella Lotta in Palestra, ma che, soprattutto, sarà la chiave per la sua evoluzione definitiva nel corso dell’arco XYZ.
Durante l’ultima parte della serie Ash scopre dell’Effetto Sintonia, un potere che non solo conduce il proprio Greninja a una vera e propria trasformazione, ma permette ad Ash stesso di sincronizzarsi letteralmente con il Pokémon ed essere dunque in grado di vedere attraverso i suoi occhi, nonché sentire la pressione degli attacchi inferti; quest’ultima caratteristica, tuttavia, si rivela controproducente poiché lo porta a collassare, e così la sua priorità diviene padroneggiare del tutto l’Effetto Sintonia.

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Per la prima volta Ash non pensa di dover diventare soltanto più forte assieme al suo Pokémon, ma più importantemente di dover esserne all’altezza: non lo mostra apertamente, eppure ha dei dubbi in merito ai propri limiti e alle proprie possibilità; e per riuscire assolutamente, egli va dritto all’obbietivo con ossessione – senza non commettere degli errori in quanto, come dimostrato, tale attitudine non sempre volge a suo favore. Se inizialmente, contro la Campionessa Diantha sembra che lotte e allenamenti riescano nell’intento, il protagonista falisce completamente quando affronta Sandro e il Capopalestra Edel: nel primo caso non entra affatto in sincronia con Greninja perché sotto pressione di fronte agli inaspettati miglioramenti del rivale, il quale fino ad allora l’aveva guardato come un modello da seguire e adesso riesce a batterlo per la prima volta; nel secondo caso, intenzionato a vincere per raggiungere Sandro, succede che si focalizza troppo su questo pensiero e (di nuovo) perde di vista la connessione con il Pokémon Ninja.

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Non sapere come controllare l’Effetto Sintonia sconforta decisamente, ma fortunatamente l’ennesimo incoraggiamento di Serena (la quale gli ricorda di non abbattersi e continuare a tentare) e un esperienza vissuta nel Bosco Passoperso gli permettono di pensare e comprendere finalmente cosa gli manca: migliorare non è possibile unicamente allenandosi, ma talvolta è necessario superare dapprima delle barriere mentali. Resosi conto di essere stato impaziente e ricordatosi che deve lavorare sempre assieme ai Pokémon, Ash finalmente padroneggia la trasformazione speciale nota come “Greninja-Ash” e trionfa su Sandro alla Lega di Kalos.

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Ecco il motivo per cui egli non si sente troppo male in merito alla sconfitta contro Alan: sebbene fosse così vicino all’obbiettivo che si era posto sin dall’inizio, è soddisfatto di quanto abbia lottato e, come gli ha insegnato l’esperienza dell’Effetto Sintonia, desidera incontrare altri Allenatori e scoprire nuovi modi per diventare più forte.

Serie Sole e Luna: Alola, comprendere il mondo

Ci troviamo di fronte a una situazione apparentemente simile a “Best Wishes!”, siccome Ash appare nuovamente diverso dal punto di vista caratteriale e fisico. Egli va infatti incontro a un redesign estremamente drastico, dai tratti più morbidi e meno spigolosi, e risulta coinvolto in vicende prima comiche e poi emotive che lasciano pensare a una personalità più infantile.

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Ma ovviamente si tratta sempre del medesimo personaggio, e stavolta la cosa è ancora più chiara rispetto al caso della Quinta Generazione. Se infatti è vero che l’Allenatore di Biancavilla appare particolarmente vivace, o che i momenti comici risultano esagerati a causa del tono più leggero, entrambi dettagli dovuti alla volontà di attirare un nuovo pubblico, al tempo stesso è chiaro come egli non abbia subito un’involuzione né (questa è la differenza maggiore rispetto alla saga di BW) mostri delle inconsistenze: quando si tratta di lottare le sue abilità continuano ad essere degne di nota, e come in XY non solo si dimostra più paziente nelle interazioni con gli altri, ma (soprattutto) influenza e sostiene coloro che lo circondano, aiutandoli a superare certi ostacoli o a migliorare – sebbene questo suo aspetto non sia onnipresente come durante la precedente Generazione, è comunque possibile da notare.

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Inoltre, SL mostra dettagli come il viaggio tra Kanto e Johto e alcuni dei Pokémon da lui catturati in passato, confermando la canonicità delle avventure ad Alola.

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Dal momento che in Sesta Generazione ha imparato a non andare ossessivamente all’obbiettivo, nonché dell’esistenza di vari metodi per crescere assieme ai propri mostriciattoli, Ash non ha problemi a frequentare la Scuola di Pokémon a Mele Mele prima di intraprendere il Giro delle Isole; ciò lo porta a ad assistere alla quotidianità dei suoi amici e a comprendere la bellezza culturale della nuova regione, specie a seguito dell’incontro con il Kahuna Hala, il quale gli spiega l’importanza di conoscere, amare e proteggere Alola, e di una gita con Pikachu, durante la quale esprime quanto apprezzi il posto e i suoi abitanti.

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Se Ash inizia la sua nuova avventura con l’obbiettivo di affrontare il leggendario Tapu Koko, Protettore che gli dona un Cerchio Z ispirandolo a diventare più forte, trasferirsi e rilassarsi su un’isola tropicale gli consentono di fare un passo indietro, realizzando il valore della vita e del mondo prima di ogni altra cosa: Alola diventa letteralmente la sua seconda dimora, e questo spiega perché, ogniqualvolta si trova fuori casa, egli sia talvolta entusiasta all’idea di esplorare ma possa pure prendersi un attimo per ammirare paesaggi, mare e cielo.

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Andando a scuola e vivendo stabilmente presso l’isola, l’Allenatore di Biancavilla è in grado di connettersi profondamente con amici e Pokémon, sviluppando pure diverse Mosse Z assieme a quest’ultimi; da questo punto di vista, due sono le creature da prendere maggiormente in esame: Lycanroc e Pikachu.
Il primo sviluppa lo Stato Occhi Rossi, una caratteristica fisica a cui seguono ira e disobbedienza, e se inizialmente il protagonista vede ciò come un problema da risolvere, scopre in seguito che, una volta ottenuto il pieno controllo di sé stesso, il Pokémon Lupo è in grado di sfruttare la propria peculiarità per ottenere un aumento di potenza; gli sforzi per giungere a ciò non solo rafforzano la connessione tra i due, ma in particolare consentono ad Ash di migliorare nella comprensione del proprio compagno, capendo che non deve preoccuparsi eccessivamente poiché questi può maturare più in fretta di quanto egli creda.

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Soprattutto, Lycanroc porta alla conoscenza di Iridio, una persona con cui Ash ha diversi alti e bassi inizialmente, ma grazie al quale apprende di più in merito alle Ultracreature, esseri interdimensionali che talvolta causano piccoli problemi, mentre in altre occasioni possono rappresentare vere e proprie minaccie; e siccome sperimenta entrambi i casi, alla fine impara di più sulle varie nature dei Pokémon e su come difendere Alola, collaborando spesso con Iridio.

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Quanto a Pikachu, dal momento in cui incontrano Tapu Koko i due combattono spesso potenziali minaccie per la regione e diventano più forti, incrementando il Potere Z e addirittura dando vita a un Cristallo Z esclusivo, l’AshpikachiumZ, e alla Mossa Z Iperfulmine.

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Durante la prima Lega Pokémon nella storia di Alola, Ash è in grado di sfruttare al massimo il potenziale dell’intera squadra tra allenamenti, mosse e strategie uniche, e vince una lotta dietro l’altra fino a guadagnarsi il titolo di Campione.

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Ma più del titolo in sé, quel che davvero conta è il seguente Match di Esibizione contro il Professor Kukui e Tapu Koko: seppur concentrato sul vincere, il protagonista pensa soprattutto a quante esperienze abbia vissuto e quante emozioni abbia provato fino ad allora, dichiarando di sentire il “Potere di Alola” e usando tale potere per imprimere ancora più forza all’Iperfulmine;

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Per chiudere al meglio questa storia, se all’inizio il Cristallo speciale spariva al termine di ogni battaglia, stavolta lo ritroviamo incastonato nel Cerchio Z a partire dall’episodio successivo – segno di come aver imparato ad apprezzare e comprendere il mondo circostante, crescendo come persona, sia stata la chiave per padroneggiare pienamente una forza più grande di lui.

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Nell’ultimo episodio, essendo che Mele Mele è rimasta nel cuore di Ash all’inizio gli è difficile dover dire addio a tutti senza poter garantire di fare ritorno, ma per realizzare il proprio sogno egli si lascia tutto alle spalle e decide di viaggiare per il mondo. Da qui giungiamo a…

(SPOILER) Serie Pokémon Esplorazioni: in giro per il globo e verso la vetta delle vette

Eccoci all’ultima incarnazione animata di Ash Ketchum/Satoshi, e nonostante l’ennesimo cambiamento grafico egli è lo stesso protagonista analizzato finora – come confermato dalla rappresentazione di tutti i suoi passati riconoscimenti.

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In questa serie, Ash comincia a viaggiare per il globo assieme al nuovo compagno di avventure Goh, lavorando come assistente ricercatore del Professor Cerasa.

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Giunto nella regione di Galar per assistere alla finale dei Campionati Mondiali Pokémon, però, il suo obbiettivo diviene iscriversi a sua volta al torneo e sconfiggere il Campione Dandel.

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Siamo alle fasi iniziali e non sappiamo a quali cambiamenti andrà incontro il protagonista, ciononostante è curioso notare come questo anime sta rispettando ciò a cui è Ash è andato incontro in tutti questi anni. Tanto per cominciare, egli dimostra fin da subito di essere sia un eccellente lottatore con molta esperienza, sia una persona che sa rilassarsi fuori dalle lotte come ha imparato ad Alola, rivelando una caratterizzazione che rispecchia quanto egli sia maturato nel corso della serie animata.

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Inoltre, PE sembra tenere conto di eventi precisi che hanno segnato il personaggio, ovvero la sua Lotta in Palestra ad Aranciopoli, l’apparizione di Ho-Oh e (soprattutto) il concetto di Aura precedentemente menzionato, il quale adesso sembra essere destinato a un’esplorazione maggiore data la presenza di Riolu, Pokémon Emanazione, all’interno della sua squadra.

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La nostra ipotesi dunque è che il percorso di Ash potrebbe consistere nel ri-esplorare tappe e dettagli dei suoi precedenti viaggi, e imparare di conseguenza nuove cose come il modo per padroneggiare l’Aura, ma nel contempo anche scoprirne in posti completamente nuovi come il fenomeno Dynamax presso Galar, al quale guarda caso egli si è approciato per mezzo nientedimeno che Pikachu, suo partner storico – il ché suggerirebbe una futura sottotrama basata sulla strada che i due hanno compiuto finora, e che adesso vede nuovi ostacoli per raggiungere il livello successivo.

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In conclusione…

Questa è l’evoluzione completa di Ash Ketchum dal 1997 al 2020, e per quanto vi siano state sviste e modifiche più o meno massiccie in merito alla gestione del suo personaggio, specialmente nelle ultime quattro saghe, alla fine della fiera è innegabile che stiamo parlando dello stesso Ash.
Vogliamo infine far notare che sono sempre i giochi a fornire gli spunti principali per la sua crescita avventura dopo avventura: tra la Prima e la Seconda Generazione, egli matura come persona e diventa gradualmente un buon Allenatore, apprendendo le basi di lotta e strategie; poiché Rubino e Zaffiro rendono più complesso il battle system, Ash impara ad essere meno incauto e supera a suo modo mosse e Abilità diventando più forte; in DP, distinzioni videoludiche tra le varie categorie di mosse e dettagli della leggenda tempo-spazio portano l’Allenatore a elaborare nuove tattiche e combinazioni di attacchi, nonché a confrontare le proprie opinioni con quelle degli altri; durante la Serie XY egli va incontro a un percorso di maturazione interiore, elaborato prendendo spunto dalla Megaevoluzione quale trasformazione fisica e caratteriale; SL vede il protagonista conoscere il mondo circostante, insegnamento chiave del Giro delle Isole; e con PE Ash punta ai Campionati Mondiali, ispirati sicuramente all’omonima competizione reale, e cerca di padroneggiare la meccanica del Gigamax.
Per cui, indipendentemente da quanti anni passeranno è difficile che gli autori non trovino ispirazione: qualunque cosa accada, Ash rimarrà sempre lo stesso e continuerà a fare strada per divenire un Maestro Pokémon.

4 COMMENTI

  1. Grazie mille, è stato davvero piacevole scrivere quest’approfondimento! Mi spiace solo non siamo riusciti a farlo uscire per il 22 Maggio, ossia l’Ash Ketchum Day: alcuni avevano realizzato dei video per l’occasione, segno di come questa data venga universalmente riconosciuta, quindi sarebbe stato perfetto pubblicarlo per quel giorno.
    Comunque sia, più gli anni sono passati più secondo me è sorto un problema con Ash. Per quanto gli sceneggiatori lo sviluppino, la caratterizzazione alla base del personaggio è piuttosto antiquata e stereotipata nel mondo anime, e protagonisti introdotti successivamente sono stati caratterizzati sulla base di modelli più realistici e complessi: Vera, Lucinda, Lem, Serena, Lylia e Goh presentano tutti psicologie con cui il pubblico può simpatizzare maggiormente, nonché (nel caso quantomeno degli ultimi due) backstories molto profonde; inoltre, il modo in cui evolvono nel corso della storia avviene scavando decisamente a fondo, tanto che a volte sembra persino abbiano più importanza di lui nella serie.
    Tu che ne dici?
    P.S: Di tutti i percorsi a cui Ash è andato in contro in questi anni, quale pensi sia il tuo preferito?
    Quale storia affronta tematiche secondo te più interessanti, lo vede progredire maggiormente o semplicemente ti ha coinvolto di più sul piano personale?

    • Sì, come ti dicevo oltre a una questione di tempo, per quanto possa essere una data famosa e gradita dai fan preferiamo non trattarla in quanto non confermata nell’anime ^^
      Sono d’accordo con te sul problema col personaggio di Ash, ma devo dire che questo pseudo-ridimensionamento in Pocket Monsters glista facendo veramente bene. Giusto qualche dialogo in meno che non fa male, in quanto così non deve per forza fare affermazioni ovvie sempre lui.
      Per una questione affettiva il percorso della OS non è paragonabile, era anche tutto uno stile narrativo che si appoggiava ad un’epoca diversa dell’animazione. L’unica cosa che non mi piaceva era l’arroganza di Ash.
      In XY l’ho trovato fin troppo maturo per la sua età, al limite del credibile per un pubblico più attento, però mi piacevano molto i personaggi di contorno e gli insegnamenti che ha avuto, come hai citato una delle mie preferite, quella della palestra di tipo Erba.
      Tra tutte le serie recenti direi che preferisco il percorso fatto in SL, apparentemente più calmo, ma sorprendentemente maturo il giusto!

  2. Non sono sicuro di capire che intendi con “era tutto uno stile narrativo che si appoggiava ad un’epoca diversa dell’animazione”, potresti spiegarti?
    Onestamente, posso capire il problema con la sua serietà in XY, ma al tempo stesso credo si possa avvertire realmente solo nell’ultima stagione: XYZ aveva un taglio decisamente più shonen, dunque era necessario mettere in risalto la serietà e il coraggio di Ash; solo che, per l’appunto, eccetto pochissimi episodi (filler e non) non si riusciva a far trasparire altri dettagli della sua personalità.
    Ma di nuovo, credo che nei primi due anni di trasmissione sia stato molto più bilanciato: era maturo perché, come in DP, ci si rivolgeva al pubblico di veterani, ma sapeva ancora essere infantile e comicamente sciocco quando serviva.
    Viceversa, come già dissi in quel mio vecchio commento, SM ha presentato Ash in tutte le sue sfaccettature, compiendo poi alcune scelte (come quella dei rivali) che si sposavano perfettamente con lui; ciononostante, la commedia eccessiva faceva contemporaneamente risaltare un po’ troppo il lato infantile e vivace (almeno nelle prime fasi), una sorta di passo indietro rispetto a Quarta e Sesta Generazione.
    Chiaramente non sto criticando nulla, voglio solo dire che (per quanto il personaggio sia lo stesso) dopo tanti anni è normale iniziare a perdere colpi e a compiere scelte che, agli occhi del pubblico, non sempre possono risultare coerenti. E in aggiunta a questo, le ultime saghe si differenziano drasticamente in merito al tono narrativo: e un diverso tono narrativo implica diverse caratteristiche dei personaggi da mettere in risalto.